L’esercito entra nel segmento del turismo immobiliare

Sul Sole 24 Ore di oggi appare la notizia “La Difesa trasforma caserme e fari in alberghi di lusso”.
In tutto, spiega il Sole 24 Ore, ci sono 76 immobili destinati alla vendita, “alcuni dei quali, però, si trovano anche nell’elenco dei 36, perché il ministero si è riservata la possibilità di decidere se sarà più conveniente alienarli o valorizzarli. Quelle strutture contenute in un decreto ora alla registrazione della Corte dei conti – saranno vendute al miglior offerente. Il passaggio preliminare, ma fondamentale, è il cambio della destinazione d’uso, in modo da poterli destinare a finalità commerciali o residenziali” e poi sottolinea “Le amministrazioni locali, dal canto loro, potranno avere un duplice vantaggio: vedere rimpinguati i bilanci, perché potranno ottenere fino al 20% delle somme incassate dalla vendita, e recuperare spazi nei centri cittadini che finora erano riservati esclusivamente ad attività militari”.
Ora, due considerazioni immediate: in rete si possono già trovare commenti poco entusiasti di associazioni ambientalistiche che paventano la distruzione e lo sconvolgimento di aree naturalistiche (in particolar modo nella riqualificazione di fari), per cui già si paventa all’orizzonte più che probabili problemi per chi fosse interessato a qualche progetto di intervento.
L’altro elemento che mi lascia qualche perplessità è la “facilità” con cui si alimenta la possibilità di creare quà e là alberghi di lusso, contando semplicemente su location uniche. Come sanno bene gli operatori di mercato la location è sì importante, ma è solo uno degli elementi di valutazione (analisi dell’investimento, definizione del concept, business plan investitore / conto economico del gestore, ricerca del gestore e dell’investitore, solo per citarne alcuni) alla base di un progetto.
Riuscirà la Difesa S.p.A. ad entrare come operatore qualificato nel real estate? Staremo a vedere…


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